La complessità in medicina generale

 Il nuovo progetto delle Cure Primarie della Regione Veneto che oggi avremo modo di conoscere da vicino, presenta contenuti che si rifanno ad una vera e propria Rifondazione della Medicina Generale.

Il nuovo modello di organizzazione delle proprie attività e di programmazione del proprio lavoro rappresenteranno i cardini sui quali il Medico di Famiglia dovrà  rivedere la propria organizzazione del lavoro: non  più da solo, egli sarà chiamato a lavorare insieme  con  altri Colleghi di una stessa realtà territoriale, i Medici della continuità assistenziale, i Pediatri, gli Specialisti sumaisti, i Medici dei Servizi Territoriali ed il Personale Infermieristico ed Ausiliario.

Tutto questo,  in sintonia con le direttive del nuovo Piano Socio-Sanitario chela Regione si sta accingendo a licenziare.

Più specificatamente, il Medico di Famiglia si troverà ad operare nell’ambito delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, che saranno  il  punto di arrivo della nuova Medicina di Rete e della Medicina di Gruppo integrata  per una reale  e globale presa in carico dei bisogni dell’ Utenza h24.

Attraverso il nuovo modello organizzativo, la Medicina di Famiglia sarà chiamata  a darsi nuovi ed importanti obiettivi di sistema, di appropriatezza e di salute facendosi carico soprattutto del Paziente Fragile e/o Complesso.

Per riuscire nell’ intento, dovrà essere chiaramente definita la Rete della Complessità con i suoi nodi ben intrecciati entro cui il Medico di Medicina Generale è chiamato a formarsi ed operare.

Quanto scritto in proposito da Gabriele Romano, Direttore scientifico della Rivista “Dedalo”( che tratta della gestione dei sistemi complessi in Sanità) ci può essere d’aiuto. Nel 2010 egli scriveva “la complessità esige la pazienza della conversazione e dell’attesa della situazione che giunge a maturazione, la consapevolezza di vivere nella difficoltà di organizzazioni che hanno fatto i loro tempi, le loro resistenze e reazioni ma che hanno comunque bisogno di evolvere nella continuità rappresentata dalla capacità del sistema di svilupparsi solo in modo imprevedibile verso qualche cosa che possiamo solo immaginare e che ci rende tutti argonauti del futuro”.

Quanti di noi, nella pratica quotidiana,  stanno vivendo esempi di  complessità gestionale, clinica, o relazionale? In Keiron, come in tutta la Medicina di Famiglia, ci pare sia giunto il momento di discuterne, di confrontarci per individuare la qualità e la quantità dei nodi della rete che è chiamata a sostenerla

La complessità esige una visione multidisciplinare dei problemi in grado di garantire un approccio di tipo sistemico ed in particolare occorre applicare alla valutazione strumenti basati su nuovi paradigmi (si consideri a tal proposito la relazione che ci terrà il Prof. De Toni).

Lungo questa direzione, Keiron ha scelto di portare il suo fattivo contributo alla crescita professio-nale del Medico di Famiglia dando il via a  momenti di comunicazione e di incontro attorno alla Complessità. coinvolgendo gli stessi Medici di Famiglia appartenenti a realtà  organizzative territoriali diverse oggi operanti nella Regione Veneto. Siamo solo agli inizi.

La prima difficoltà incontrata è stata  nei termini e nei contenuti del tipo di comunicazione da adottare  e privilegiare.

Comunicare  vuol dire letteralmente”svolgere il proprio compito insieme con gli altri”.

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